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Tecnologie in campo

Vertical farming in Italia: cosa valutare prima di investire

Quando il vertical farming può avere senso per una cooperativa o un'azienda italiana: colture, energia, mercato e le domande da farsi prima di partire.

Davide Meneghello · Aggiornato il

Mano che controlla piantine in un vassoio

In breve. Il vertical farming coltiva su più livelli, in ambiente controllato e con luce artificiale. Può avere senso per colture di valore e cicli brevi, vicino a chi compra. Il nodo è quasi sempre il costo dell'energia, e va fatto il conto prima.

Quali colture hanno senso

Quelle piccole, a ciclo breve e con buon valore per chilo: insalate, erbe aromatiche, microgreens. Cereali e colture di massa non si prestano.

I tre conti da fare

Energia. Luce e clima pesano molto sui costi. Serve un conto sul proprio prezzo dell'energia, valutando anche il fotovoltaico.

Mercato. Chi compra, a che prezzo e con quale continuità? Senza un acquirente, un impianto perfetto resta un costo.

Competenze. Un impianto indoor assomiglia più a una piccola industria che a un campo: servono controllo di processo e manutenzione.

Il ruolo delle cooperative

Una cooperativa ha vantaggi che un'azienda singola non ha: rete commerciale, volumi, tecnici, capacità di accedere a bandi. Può partire da un impianto pilota e usarlo anche per formare i soci.

L'alternativa da valutare sempre

Prima di un impianto verticale, chiedetevi se basta una serra con fuori suolo, che usa la luce del sole. Spesso è la scelta più sensata.

Da dove partire

Con uno studio di fattibilità su coltura, energia e mercato. Se serve un finanziamento, guardate anche i bandi. Salcantay lavora su vertical farming e fuori suolo: ne parliamo.

Fonti

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