Dati pronti per il 2028: la checklist in sei punti per aziende e studi
CEADS non è un obbligo, ma il modo di gestire i dati agricoli sta cambiando. Sei controlli da fare con calma per sapere a che punto sei.
Davide Meneghello · Aggiornato il
In breve. Nessuna legge ti impone di prepararti a CEADS, che è un progetto europeo. Mettere in ordine i dati però ti serve comunque, a partire dal quaderno di campagna digitale del 2027.
A che punto sei?
- Dati di campo in formato digitalePrimo passo
- Dati esportabili da ogni programmaSecondo
- Accordi chiari su chi usa i datiTerzo
La checklist
1. Fai l'elenco dei posti dove stanno i dati. Gestionale, quaderno, Excel, centralina, trattore, telefono, commercialista. Scrivilo su un foglio: spesso è la prima volta che lo si vede tutto insieme.
2. Controlla se puoi esportarli. Per ogni programma, prova a scaricare i dati in un formato aperto. Se non ci riesci, chiedi al fornitore come si fa.
3. Usa gli stessi nomi. Se un appezzamento ha tre nomi in tre programmi, nessun sistema li collegherà. Scegline uno.
4. Leggi cosa dicono i contratti. Chi può usare i tuoi dati? Possono essere ceduti? Il Data Act ti dà più diritti, ma devi sapere cosa hai firmato.
5. Decidi chi aggiorna cosa. Un dato senza responsabile invecchia in fretta.
6. Parti da una domanda vera. Per esempio: quanto mi costa davvero ogni ettaro di questa coltura? Ti dirà quali dati mancano più di qualsiasi piano.
Se segue più aziende
Per uno studio agronomico vale lo stesso, moltiplicato per il numero di clienti. Conviene definire un modo di lavorare uguale per tutti, partendo da due o tre aziende, e chiarire con ciascuna chi è titolare dei dati.
Da dove iniziare questa settimana
Il punto 1. Bastano venti minuti e un foglio.
Fonti
Da leggere dopo
Vale anche per la tua azienda?
Raccontacela in due minuti e vediamo da dove partire.
- 1Registro trattamenti in ordine
- 2Preventivi più veloci
- 3Dati del meteo collegati al meleto
